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13 settembre, aggiornamenti

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Cominciamo con una riflessione. Stanno dando scandalo le immagini (quelle di oggi arrivano da Nimroz) di donne con hijab saudita, che manifestano a favore dei talebani. A metà agosto avevo scritto, sulla base delle mie conoscenze giornalistiche dei taleb, un’analisi che alla prova dei fatti trova conferme.

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Donne, un Afghanistan saudita? – Nico Piro

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In cui sostanzialmente dicevo che talebani avrebbero messo al loro modello di governo l’abito (anzi lo hijab) saudita per cortocircuitare contraddizioni dell’Occidente (che degli estremisti sauditi è alleato). Mi sembra che unici a capirlo siamo stati quelli di Lercio.

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Comunque sia Kalil Haqqani, ministro dell’educazione, ha confermato che anche all’Università ci sarà segregazione donne-uomini. Sin’ora valeva solo al liceo. E che bisognerà indossare hijab. Ora ci sono 2 enormi dubbi: 1) non tutte le università private potranno permettersi docenti donne magari per classi con poche studentesse, sarebbe anti-economico più probabile che le chiudano 2) Kalil ha parlato di modifica curricolare in linea con l’islam. Sono dichiarazioni che mi preoccupano perchè potrebbero preludere ad un divieto per le donne di seguire certi corsi di laurea. Potranno fare solo i medici così da assistere pazienti donne ma non, per esempio, i contabili o le poliziotte? Sarebbe un enorme passo indietro per le donne afghane ben peggiore del pur orribile dress code (lo hijab appunto).
A proposito di prigioni di tessuto, perchè i tradizionalisti talebani hanno dato forfait sul burqa? Li stanno provocando tanti attivisti sul web ricordando quali sono i costumi tradizionali afghani, vedi questa foto.

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Bene da un lato – ne ho scritto ampiamente in Corrispondenze Afghane – il burqa a Kabul è ormai associato con prostituzione e attentatori suicidi e quindi da anni è passato di moda a Kabul, quindi nel quartiere conservatore PD5 da tempo si vedevano in giro donne con lo hijab. Dall’altro lato, la scelta di questo abito è una chiara mossa politica dei talebani per la “saudizzazione” di cui si parlava sopra.
Sullo sport per le donne, fonti della nazionale di cricket confermano quanto scrivevamo cioè che non ci sono decisioni ufficiali. Del resto tutto è partito dall’opinione del responsabile culturale dei taleb non dal governo. Vedremo cosa accadrà.
Da giorni scriviamo delle tensioni tra taleb che hanno portato allo slittamento dell’annuncio del governo e poi al suo mancato insediamento ufficiale l’11 settembre (data altamente simbolica, un’occasione di propaganda stranamente persa). Voci riferiscono della morte di Mullah Baradar, unico vero volto spendibile internazionalmente dei taleb, per mano di Sirajuddin, ministro degli interni e capo del potente clan Haqqani. I talebani smentiscono ufficialmente e annunciano messaggio (ma percjaudio!?) di Baradar che – ricordiamolo – doveva essere il premier, è diventato vice ed ora è scomparso. Continua a non farsi vedere Hibatullah, leader del movimento, ora nominato capo spirituale (presidente non premier) del governo.

La situazione è confusa e nonostante i Ministeri stiano richiamando i dipendenti al lavoro non si capisce con quali soldi ne pagheranno lo stipendio. Continuano a mancare contanti dalle banche.
L’alto commissario Onu ai rifugiati,@FilippoGrandi è a Kabul in visita ufficiale. L’Onu vuole raccogliere 600 milioni $ dai donatori lunedì prossimo a Ginevra per arginare l’incombente crisi umanitaria (cibo, medicine, aiuto vari) nel Paese

Ieri il vice-premier e il ministro degli Esteri del Qatar hanno visitato Kabul. Il ruolo
del Qatar è strategico perchè ha ospitato i negoziati di Doha ed è in condizione di far da ponte tra Afghanistan e Occidente. 
Mia opinione: Meglio loro che fidarsi dei pakistani.

E_KiNrjWEAoUHmV.jpgDalle strade di Kabul verranno ritirare le truppe talebane senza uniforme e sostituite da agenti dell’ex-ANP, la polizia. Resteranno le unità speciali taleb (che le uniformi le anni). Cosa significa? Si stanno verificando troppi episodi di violenza attribuiti ai talebani che così provano a far chiarezza su chi è chi. Ma – siamo seri – non è un problema solo di divise e di impostori (che pur ci sono). Le notizie allarmanti che arrivano da Kandahar dimostrano che governo centrale non ha controllo su singole milizie e i loro comandanti.
Sui social è ormai guerra di fake, bisogna starci molto attenti per non fare il megafono. Questo video viene presentato come: talebani frustano donna. In realtà viene frustato un anziano (non che sia meno grave!) e le grida femminili, sarebbero di parente che implora ai miliziani di fermarsi.

Questo è invece un fake pro-taleb una foto della tomba di Massoud – vandalizzata durante i combattimenti in Panshir – che ne testimonierebbe l’avvenuto restauro. Via  @KawaKerami

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Questo video mi pare molto preoccupante, viene descritto come: rastrellamenti di panshiri a Kabul. Che sia la capitale è chiaro, detenuti comuni messi nel cofano auto è troppo strano. Che si tratti di taleb è probabile (senza divise è difficile avere certezza). Vediamo

 QUI PER IL VIDEO 

Ieri a #Cagliari proiezione del mio documentario autoprodotto “Un Ospedale in Guerra” il conflitto afghano dal punto di vista delle vittime civili. Prossima tappa il 18 settembre, sabato, alle ore12 a Milano a Casa Emergency.
Se vi interessa organizzare proiezioni (senza pagare fee di proiezione) contattate il gruppo locale di Emergency a voi più vicino.

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Mazzi di banconote e lingotti d’oro sono quelli che i talebani affermano di aver trovato nella casa dell’ex-vicepresidente Amrullah Saleh. Vero o meno, è certo che negli anni del governo c.d. democratico, i politici hanno rubato senza sosta dai nostri soldi (cioè dagli aiuti internazionali) e quindi dal popolo afghano.

#Update Aggiungo al thread segnalazione su ricerca del grande Antonio Giustozzi sulla scalata dei talebani tra alleanze locali e relazioni internazionali. Per uscire dalle semplificazioni sui mullah, che rappresentano invece un mondo complessissimo.

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Alliances Were Key to the Taliban Takeover of Afghanistan – Newlines Institute

The Taliban’s rapid takeover of Afghanistan after the withdrawal of U.S. forces was aided by a network of local and international relationships that the group had been cultivating for years.

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Nico Piro

Provo a dare voce a chi non ha voce, non sempre ci riesco ma continuo a provarci. Sono un giornalista, inviato speciale lavoro per... continua a leggere