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Diecimila ma non è finita

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Mentre scrivo la conta delle vittime a Gaza supera quota diecimila, la metà minorenni. Per il segretario generale dell’Onu è un cimitero di bambini. Premesso che una vittima civile è una di troppo, per rendere l’idea della magnitudo della strage basta considerare che in trenta giorni si è superato il numero delle vittime civili fatte dall’invasione russa in oltre un anno e mezzo (9,701 morti, fonte ONU aggiornata al 24/9/23). Eppure gli opinionisti con l’elmetto non invocano, questa volta, quei sacri principi (tutela di scuole e ospedali, vittime innocenti, crimini di guerra, corte penale internazionale, aggredito-aggressore) che hanno usato, oggi è più chiaro che mai, solo per giustificare il prolungamento del conflitto in Ucraina.
Come nel caso dei dittatori (ci sono quelli buoni, amici nostri, e quelli cattivi che invece vanno rimossi in nome del regime change) stiamo scoprendo che esistono crimini di guerra buoni, quelli necessari, e crimini di guerra cattivi. Un uso flessibile dei principi, a seconda della comodità. Sarebbe molto più onesto che si dicesse chiaramente: ci piacciono e giustifichiamo le guerre degli amici nostri, ai nemici e ai non allineati applichiamo invece un metro di giudizio diverso (rispetto dei diritti umani o della democrazia, solitamente). A proposito la democrazia, a questo punto immagino che un giorno la democrazia porterà in tribunale l’Occidente perchè è stata usata per giustificare massacri e fomentare guerre. Insomma ci farà causa per diffamazione e uso abusivo dei suoi valori.
Il mondo politico italiano intanto si divide tra chi giustifica e chi tace, pur con alcune lodevoli eccezioni. Subito dopo l’infame attacco di Hamas del 7 ottobre, un giornale che non legge nessuno ma che paghiamo tutti (solo in Italia i neoliberisti campano con i finanziamenti pubblici) ha chiamato in piazza politici bipartisan (assente credo solo il Movimento 5 Stelle) anche per difendere il diritto di Israele a difendersi. Un diritto che in mezzo secolo nessuno ha mai messo in dubbio, non a caso Israele ha occupato territori (ma non vale l’assioma aggredito-aggressore con cui hanno messo a tacere chi chiedeva pace per l’Ucraina) e ha costruito una macchina bellica potentissima e con (segreto di pulcinella) l’arma atomica. Un mese dopo voi avete sentito qualcuno di quei politici chiarire che diritto a difendersi non significa diritto a colpire ambulanze o uccidere bambini? Togliere acqua, carburante e viveri ad un intero territorio? Ridurre un’area ad una distesa di macerie? Uccidere operatori dell’Onu o di Medici Senza Frontiere? Io no ma magari mi sbaglio. Soprattutto, restando a livello di difesa, siamo sicuri che trasformare quella prigione a cielo aperto che è Gaza in una landa inabitabile sia un modo per fermare davvero i terroristi di Hamas? Siamo sicuri che non innescherà odio per generazioni e destabilizzerà l’area per i decenni a venire? Sono questi tra gli interrogativi che si pongono coloro i quali chiedono pace e li oppongono alle certezze di chi tifa guerra. E chi ha a cuore Israele per davvero (in primis i pacifisti) chiede soluzioni di lunga durata che rimuovano l’ingiustizia dell’occupazione, fonte di odio, rancore e conflitto pluridecennale pur a diverse intensità.
Intanto il conflitto in Ucraina ce lo siamo dimenticati come se la guerra fosse finita ma no, non è finita, semplicemente (al costo per nulla semplice di decine di migliaia di morti e contaminazione della terra con ordigni di varia natura) la controffensiva è fallita perchè – l’ho scritto a maggio 2022 in Maledetti Pacifisti – non c’è soluzione bellica al conflitto ma solo diplomatica. Eppure abbiamo investito solo in armi non in trattative.
Eppure chiunque chieda pace e denunci le follie della guerra oggi viene bollato come antisemita (eppure negli Usa e a Gerusalemme tanti ebrei stanno facendo lo stesso, anti-semiti pure loro?) e filo terroristi di Hamas, un tempo erano filoputiniani. Come cambiano le cose! Persino il Papa, solo poche settimane fa definito imperialista russo, oggi viene bollato come anti semita. Ormai gli opinionisti con l’elmetto si spingono oltre la satira più estrema ma non fanno ridere, demoliscono solo la residua credibilità del giornalismo italiano.

5 Commenti

  1. Israele è intoccabile perché i suoi cittadini sono i sopravvissuti ai lager… Ma dopo 80 anni e un mondo ,almeno in parte ,cambiato , non si può continuare a interpretare la realtà in base a una storia ormai remota! Oggi la vittima è diventato persecutore!

  2. Io penso che questa guerra sia una bestemmia del governo israeliano nei confronti della Shoah, perché rende sempre più difficile non pensare a metodi “nazisti” di deportazione e genocidio
    Ed è proprio in momenti come questi che è importante distinguere. Come i Palestinesi non sono Hamas (ma non si offrono loro altre soluzioni) , così il governo e i coloni non rappresentano tutto Israele e l’Occidente democratico dovrebbe sostenere , ma sì, anche in Ucraina e in Russia, tutti i dissidenti, i disertori, i disobbedienti alla logica delle armi.
    Non in ultimo, finché si continueranno ad investire risorse enormi, economiche e umane, nella produzione di armi anziché nella salvezza del Pianeta, sarà ben difficile che non sorgano e non si cronicizzino le guerre, ovunque.

  3. Caro Nico, condivido parola per parola e sai che non é piaggeria…però non dobbiamo rattristarci, molti la pensiamo così. Moltissimi sono indignati per le violenze terribile e ingardabili della rappresaglia Israeliana che colpisce vittime civili: donne , uomini e bambini innocenti. Moltissimi gli inviati colpiti a morte, anch’essi vittime di una vendetta sanguinaria,
    Ah scusa…non hopremesso che condanno Hamas…

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Nico Piro

Provo a dare voce a chi non ha voce, non sempre ci riesco ma continuo a provarci. Sono un giornalista, inviato speciale lavoro per... continua a leggere