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Aggiornamenti 21 agosto

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#21agosto #Afghanistan primo editto (fatwa) per l’applicazione dell’annunciata segregazione uomo-donna. Nella provincia di Herat, stop classi miste. Ok donne all’università ma non insieme ad uomini (”è la fonte di tutti i mali” dicono #talebani). Ma c’è un problema.
Università private potrebbero cessare del tutto l’istruzione femminile: troppe poche studentesse per giustificare i costi di una classe.
Intanto i talebani si stanno equipaggiando nei depositi delle forze di sicurezza afghane equipaggiandosi. Si vedono prime divise taleb (vedi foto).
Ieri la c.d. resistenza ha attaccato e conquistato alcuni distretti nella vicina Baghlan. Una mossa mediatica. Per ora ha pochissime speranze. La vera mente è l’ex-VP Saleh (uomo CIA), Massoud jr solo un poster boy. Al posto di chiedere soldi all’occidente per armarsi magari. Potrebbe chiederli a suo zio che dieci anni fa, quando era ministro alla Difesa, venne trovato a Dubai con decine di milioni di dollari frutto dei suoi furti sugli aiuti occidentali: corruzione, fondamentale contributo al collasso di questi giorni.
L’uomo che vedete nella foto (la scorta lo protegge con M4 americani saccheggiati nei depositi governativi) è il responsabile della sicurezza di Kabul. Vale 5 milioni di dollari, taglia americana sulla sua testa. E’ Khalil Haqqani, uomo dell’omonimo clan (alleato Usa), durante guerra anti-sovietica, poi spina nel fianco degli americani in Afghanistan, autori tra l’altro del tragico attacco contro i nostri parà il 17 settembre del 2009, di cui io sono stato testimone.
Molti mi chiedono chi sarà il vero nemico dei talebani ora?
Non Saleh, non l’ISKP (braccio locale dell’Isis, sconfitto dalle red units le unità speciali dei talebani dopo fallimento americani e governativi). Il vero nemico dei talebani sono i talebani. Uniti nella guerra saranno uniti nella pace?
Oggi a Kabul è arrivato Baradar, da 20 anni mancava dal Paese tra esilio a Quetta e prigione in Pakistan (liberato grazie agli Usa per farlo partecipare a trattative di Doha). E’ creatura dei tempi del Mullah Omar, roba di oltre tre decenni addietro
riuscirà a controllare i giovanissimi comandanti che hanno vinto questa guerra? I talebani riusciranno a far circolare gli ordini in tutto il Paese? A tener unito il movimento? Soprattutto riusciranno a pagare i comandanti che a loro volta, da anni, mantengono loro soldati.
e famiglie (anche con previdenza in caso di morte o arresto)? E’ in questa fase che potrebbe inserirsi l’Isis facendo campagna acquisti. Dipenderà anche dal Pakistan se i talebani dovessero essere troppo autonomi dai loro pupari di Islamabad, l’ISI (servizi pakistani).
Scatenerebbero l’ISIS contro i taleb, finanziandoli massicciamente.
Passiamo ora al dramma in corso all’aeroporto di Kabul. In mezzo al dramma degli afghani va detto che @MinisteroDifesa e @italyinafg e @ItalyMFA stanno facendo un gran lavoro.
Evacuazioni si stanno svolgendo sul versante militare del KIA. Se fino a ieri c’erano voli ma non passeggeri (bloccati nel caos all’esterno) con il blocco del Qatar ai voli Usa, ora c’è congestione anche nello scalo. Video di soldati azeri eturchi(data imprecisata).
Arrivare all’ultimo ingresso è difficilissimo, bisogna spingere in una calca pazzesca, superare i posti di blocco talebani e poi trovare un modo per farsi chiamare dall’interno dove ci sono le liste con i nomi di chi evacuare.
Ieri ho parlato più volte con un amico-collega per convincerlo a partire: “preferisco morire qui che andare in quel caos rischiando di perdere i miei bambini”. Le famiglie si muovono alle 2 di notte per arrivare allo scalo.
Hanno con sè acqua, cibo, soldi e battery pack per i cellulari (aspettano la chiamata di ok alla loro pratica) per resistere ad un attesa anche di 2/3 giorni. Ieri ho ricevuto una tel dalla Germania, un amico piangeva. La sua famiglia era riuscita ad arrivare fino all’Abbey Gate, ultimo varco (gestito da soldati Nato), grazie al passaporto canadese di un cugino ma al momento di entrare nello scalo non essendoci criteri il soldato canadese ha fatto passare le donne e l’afghano canadese ma non l’altro uomo (1 capofamiglia la logica).
L’uomo (ometto nomi ma sono persone che conosco da anni) rimasto fuori è andato nel panico ha chiamato il fratello in Germania che ha chiamato me. Grazie all’intervento italiano (orgoglio) siamo riusciti a ricongiugerlo alla la famiglia spiegando la parentela.
I talebani accusano l’Occidente: “Colpa vostra il caos, avreste dovuto avere un piano migliore”. Chiaro che il contrasto tra una Kabul di apparente normalità e l’aeroporto nel caos, fa gioco alla loro immagine.
Ma perchè si fugge se i talebani hanno promesso clemenza?
Brucia ancora il ricordo del ’96. I taleb furono accolti da liberatori in una Kabul in macerie, ostaggio dei mujaheddin (amici dell’Occidente) che si ammazzavano tra di loro per il potere. “Finalmente pace!” (Un sentimento in parte diffuso anche oggi)
Dopo pochi giorni peró venne torturato l’ex-presidente Najib, il suo corpo impiccato di fronte all’hotel Ariana (oggi compound Cia). Poi si passo’ a mozzare le mani a presunti ladri e alle esecuzioni allo stadio. L’orrore.
Ieri ho pubblicato l’elenco di materiale bellico “made in Usa” fornito dagli Usa alle truppe afghane, oggi nelle mani taleb. Triste dire che l’unico segno di 20 di ricostruzione siano quelle armi, ogni altro piano (lavoro, infrastrutture) è fallito
A breve le evacuazioni finiranno. Le basi (forse anche KIA) verranno bombardate per distruggere equipaggiamento sensibile come BlackHawk finito nelle mani taleb (quindi di spie Russia e Cina?). Ma l’esodo non finirà. L’Europa intanto si prepara con i muri.

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Nico Piro

Provo a dare voce a chi non ha voce, non sempre ci riesco ma continuo a provarci. Sono un giornalista, inviato speciale lavoro per... continua a leggere