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Riaprire le scuole in sicurezza, priorità nazionale

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Scuola a Casa, bambini
Scuola a Casa, bambini
Scuola a Casa, bambini

Ci sono giorni in cui mi capita di lavorare a casa, come oggi (anche se in realtà sarei di riposo ma il giornalismo non è un mestieri come gli altri, te lo scegli, lo sai). Taglio un frame e faccio pasta di sale, ascolto intervista e spezzo spaghetti per aculei riccio (di pasta di sale), compilo moduli passaporto e stampo compiti, sento una fonte e tempero matita, litigo con vecchio iPad 2 che non si carica, ricollego l’altro portatile alla rete, “metto” i bambini nelle classi successive (ognuna ha suoi orari e “indirizzi” diversi), continuo a lavorare.
Bello certo stare con i bambini ma la scuola a distanza funziona se i genitori sono in smart working (che poi stacci in casa con un giornalista perennemente sull’orlo dell’esaurimento nervoso 😀) non se mamma fa la commessa e papà l’operaio. Tutto ciò al netto dei problemi di relazione, socialità e di continuità dell’attenzione di fronte ad uno schermo, ma anche di dotazioni tecniche per le famiglie (due figli due computer…) e di zone dove la rete è scadente e la copertura cellulare latita (si ci sono! E’ il digital divide all’italiana).
Insomma è urgente trovare modi e metodi per riaprire le scuole in sicurezza e farlo subito.

In realtà questi due mesi di “confinamento” da covid io li ho passati molto poco a casa, ero in giro a lavorare. Il peso della scuola a distanza è caduto sulle spalle di mia moglie che intanto lavorava da casa. Questo post non è un peana personale, figurarsi. Il problema è un altro cioè: la salute psicologica dei bambini, la qualità dell’insegnamento e soprattutto l’espulsione dal circuito dell’istruzione dei figli dei lavoratori, degli indigenti.
Di questo bisognerebbe occuparsi e con forza.

PS: Avevo già scritto di bimbi e covid qui

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Nico Piro

Provo a dare voce a chi non ha voce, non sempre ci riesco ma continuo a provarci. Sono un giornalista, inviato speciale lavoro per... continua a leggere