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Piccola guida pratica alle elezioni di medio termine 2026

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Substack Medio Termine
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Premessa

Se volete capirci davvero qualcosa durante lo spoglio, seguite John King e la sua lavagna magica sulla CNN. Lui sa tutto persino dell’ultima contea, dell’ultimo distretto, dell’ultimo collegio sulla mappa elettorale degli Usa.

Se invece vi accontentate di qualche elemento di decodifica, leggete questo post. Per un’analisi più politica sulle medio termine vi rimando a questo mio approfondimento pubblicato nei giorni scorsi.

Per cosa si vota

Si chiamano di medio termine perché sono elezioni che si tengono a metà mandato presidenziale. Si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera (il mandato dura due anni) e un terzo di quelli al Senato. Questa volta si vota per 35 non per 33 seggi senatoriali, per via di due elezioni suppletive.

Si vota anche per 36 governatori, migliaia di seggi nelle assemblee statali e cariche che vanno da sindaci ai procuratori generali, quindi un voto locale.

Per brevità concentriamoci solo sull’elencare i 36 stati (su 50) dove si vota per i governatori. La partita comincia da un 18 a 18.

Democratici:

Arizona, California, Colorado, Connecticut, Hawaii, Illinois, Kansas, Maine, Maryland, Massachusetts, Michigan, Minnesota, New Mexico, New York, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, Wisconsin.

Repubblicani:

Alabama, Alaska, Arkansas, Florida, Georgia, Idaho, Iowa, Nebraska, Nevada, New Hampshire, Ohio, Oklahoma, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Vermont, Wyoming.

Quadro nazionale

A livello nazionale l’ultimo sondaggio Reuters-Ipsos attribuisce ai democratici un vantaggio di 11 punti sui repubblicani, un distacco storico. Lo stesso che individua il NTY/Sienna. L’ultimo sondaggio NBC certifica che il 52% degli americani vorrebbe un congresso a guida democratica contro il 45% che lo vorrebbe in mano ai repubblicani.

Questo significa che i risultati di martedì notte sono scontati? No perchè non esiste un collegio nazionale, come alle presidenziali il voto popolare aggregato non conta, la sfida è nelle singole aree, uno contro uno, e in diversi casi è testa a tesa.

I sondaggi sono affidabili?

Dopo il caso del 2016 quando sbagliarono clamorosamente, i sondaggisti hanno effettuato diverse correzioni per provare a intercettare quel voto per Trump – spesso poco volentieri dichiarato – che non riuscivano ad intercettare (ricordate che Berlusconi in Italia non lo votava nessuno?). I sondaggi stanno sopravvalutando il voto democratico?

Due importanti fattori potrebbero mandare in tilt le rilevazioni demoscopiche.

L’affluenza

Fino a domenica primo novembre, in larga parte degli Usa ultimo giorno del voto in anticipo in presenza, hanno già votato oltre 54 milioni di americani (dato consultato alle 01.30 ora italiana del 2 novembre – University of Florida Election Lab) contro i quasi 46 del 2022, all’epoca fu record.

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Nico Piro

Provo a dare voce a chi non ha voce, non sempre ci riesco ma continuo a provarci. Sono un giornalista, inviato speciale lavoro per... continua a leggere