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Le linee IHRA non sono solo pericolose per il pluralismo, è pericoloso persino parlarne

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DDL Antisemitismo - ODG
DDL Antisemitismo – ODG

E’ successo davvero. Ecco una breve storia di difesa della libertà di pensiero, di parola, di critica e di stampa nell’Italia 2026. Tutto comincia con il nostro corso sul ddl cosiddetto antisemitismo

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Dal febbraio scorso, con alcune colleghe e colleghi, sto lavorando sul ddl cosiddetto antisemitismo, sostenuto dalle destre e da quel pezzetto di opposizione che fa opposizione all’opposizione. Ddl che vuole trasformare in legge le norme dell’IHRA, quelle che confondono (sacrosanta) lotta all’antisemitismo con critica ad Israele.

In questi mesi, l’Ordine dei Giornalisti (con la Federazione Nazionale della Stampa) non solo si è schierato contro il ddl considerato come un nuovo bavaglio (l’ennesimo in Italia) ma ha scelto come suo punto di riferimento sull’antisemitismo non le linee IHRA ma la dichiarazione di Gerusalemme, che invece salvaguarda il pluralismo.

Per tutta questa serie di motivi abbiamo organizzato un corso di formazione, tenutosi a Roma, che è stato un successo. Una persona presente al corso ne ha scritto per il giornale Mosaico della comunità ebraica milanese, il suo resoconto ha distorto le parole dei relatori e lo spirito dell’evento (oltre ad offenderci personalmente). Su sette relatori citati si sono contate sette smentite (le trovate qui).

Nonostante ciò l’articolo (lo apprendiamo da una nota in calce allo stesso) è diventato materia per una denuncia all’Ordine dei Giornalisti presumibilmente contro l’Ordine dei Giornalisti, presumibilmente per aver organizzato il corso (lo apprendiamo dalla stessa testata Mosaico).

In seguito alla pubblicazione questo articolo l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) ha fatto un esposto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio.

Oggi arriva Libero, il giornale che incassa (dati 2024) 450mila euro al mese di contributi pubblici, di proprietà dei re degli assenteisti in Parlamento, che titolò “bastardi islamici” e cosa fa? Ignorando le rettifiche all’articolo iniziale, lo prende per buono e rincara la dosa definendoci antisemiti.

Intanto l’Ordine dei Giornalisti del Lazio scrive:

“Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Lazio respinge con fermezza l’accusa di antisemitismo contenuta nella lettera-esposto dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane sul corso «Antisemitismo: dalla definizione alla legge». Ribadisce la propria autonomia nella scelta dei corsi di formazione, nel rispetto della deontologia, e la necessità di approfondire le criticità del disegno di legge in materia di libertà di espressione”

Qual è la “lezione” di questa storia? Possiamo riassumerla in una domanda.

Se è persino pericoloso parlare, esplorare le contraddizioni delle linee guida IHRA, cosa accadrà quando verranno trasformate in legge a chi oserà esercitare il pensiero critico?

 

Qui trovate i miei precedenti articoli sul tema:

“Sono ebrei, hanno combattuto per Israele, studiato e divulgato la Shoah ma sono “antisemiti” secondo l’IHRA”

A Milano va in scena il fallimento e la pericolosità del DDL Romeo

“Legge IHRA: se l’antisemitismo diventa la scusa per scoraggiare ogni critica ad Israele”

Segnalo poi da KRITIKA l’intervista ad uno dei padri delle linee IHRA:

Kenneth Stern ha redatto la definizione di antisemitismo dell’IHRA. “Inserirla in una legge alimenterà un nuovo maccartismo”

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Nico Piro

Provo a dare voce a chi non ha voce, non sempre ci riesco ma continuo a provarci. Sono un giornalista, inviato speciale lavoro per... continua a leggere