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30 agosto, aggiornamenti

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L’attacco di ieri a Kabul (drone americano contro presunta auto di presunti kamikaze per un presunto attentato all’aeroporto) ha fatto dieci vittime civili, sterminando un’intera famiglia di cui faceva parte anche un poliziotto governativo. Il Centcom fa capire (tra le righe) che le vittime civili sarebbero state uccise dalla detonazione del carico di esplosivo nella macchina una volta colpita dal drone ma non ci sono riscontri per ora. 20 anni di missione occidentale finiscono quindi come sono iniziati, con la dimostrazione che dell’Afghanistan gli occidentali non hanno mai capito nulla. Non sono riusciti a comprendere un Paese dalla complessità enorme anche perchè l’hanno sempre visto dall’oblò blindato di un veicolo corazzato in transito nel traffico di Kabul. Gli attacchi con i droni, i bombardamenti, i raid notturni hanno fatto un numero enorme di vittime civili in questi anni e hanno scavato un solco incolmabile tra il popolo afghano, gli occidentali e il governo (pensiamo ai raid dell’NDS, i servizi). Errori frutto di intelligence carente che è poi figlia proprio della mancata comprensione del Paese. Ricordiamo che fermare l’emorragia di vittime civili per mano Occidentale è stato uno degli obiettivi della “surge” di Obama con generale McChrystal nel 2010. Finita come sappiamo. Per la cronaca stamattina c’è stata una pioggia di razzi (rivendicata dall’ISPK ) su Kabul fermata da un sistema di contromisure dispiegato dagli americani all’aeroporto. Veniamo all’esplosione che ha ucciso 13 marines e oltre 170 afghani. Molti mi chiedono della sparatoria. Ci sono testimoni che parlano spari all’impazzata dopo la detonazione. Per esperienza personale noto che accade quasi dopo ogni attacco kamikaze, questo per motivi legati allo shock, alle detonazioni di munizioni e materiale esplodente (in particolare quello dei soldati uccisi), a stordimento sonoro dovuto all’onda d’urto. Nel caso specifico ho provato – nelle difficoltà crescenti di fonti a Kabul – a capire e non ci sono riscontri medici anche perchè (vedi mio thread di quel giorno) c’era in corso una battaglia sulla Darul Aman Road di cui poi non si è saputo nulla salvo morti e feriti per colpi di arma da fuoco che sono anch’essi arrivati negli ospedali. In sintesi, al momento io personalmente non credo che le vittime siano dovute a fuoco americano, credo invece che il canale di scolo abbia amplificato l’esplosione con l’effetto venturi moltiplicandone il carico di morte. Questo per quanto se ne sa al momento, vedremo. Veniamo ai virologi trasformatisi in afghanologi che parlano di clan Haqqani (alleati dei talebani) come parte dell’ISKP (FALSO confusione nasce dai cambi di fronte di alcuni capi). Consiglio lettura del più grande esperto sul tema.
Sul tema ISKP (a livelli ben inferiori rispetto a Sayedd) ho scritto anch’io una cosa sul mio blog che ripropongo qui.
Intanto si segnalano scontri al confine tra TTP (talebani pakistani rifugiatisi in Afghanistan) e truppe pakistane. Prima o poi la crescita dell’estremismo pakistano in territorio afghano, di questo passo, presenterà il conto ad Islamabad. Il Pakistan per anni ha offerto rifugio ai talebani afghani pur di portare il caos oltre frontiera e tenere l’Afghanistan instabile. Oggi con i taleb a Kabul alleati di TTP (talebani pakistani) accadrà lo stesso ma a parti invertite, una sorta di nemesi storica.

Per giorni ci siamo interrogati sul silenzio del leader talebano, il capo supremo (Baradar è solo il secondo), Hibatullah Akhundzada, nonostante il pieno controllo che i talebani avessero del Paese. Io ero arrivato ad ipotizzarne anche la possibile morte visto che il suo silenzio va avanti da anni. Invece secondo fonti è arrivato a Kandahar (vedi foto), quando sarà a Kabul verrà annunciato presumibilmente il nuovo governo del Paese. I talebani hanno condannato gli attacchi dei droni americani di ieri (aeroporto e Nangharar), dichiarazioni “dovute”. Con l’accordo di Doha i talebani si sono impegnati proprio a fermare i loro nemici dell’ISKP ed è presumibile che il supporto aereo americani non cessi con operazioni mirate contro Daesh e possibile scambio di intelligence. Del resto Russia, Cina e Iran ai talebani chiedono proprio questo: stabilità nel Paese e tenere a bada Daesh per evitare “infiltrazioni oltreconfine” (frase che Cremlino ripete da giorni). Su ultimi giorni Kabul c’è ancora tanto da scrivere, per ora vi segnalo bella ricostruzione del WP con Ghani che fugge in ciabatte dopo aver detto (ed essersi detto) che tutto andava bene. Fugge nella pausa pranzo (pezzo non menziona 169 mil rubati)

I talebani annunciano che sulla tv nazionale andrà in onda 3o episodio di “Forza Conquistatrice” dedicata alle tattiche militari. Da notare che in locandina già si mostrano i miliziani con equipaggiamento “made in Usa” sottratto a ANSF, ormai indistinguibili da truppe Usa. In poche ore il ponte aereo da Kabul finirà. Gli Usa lasceranno il Paese nel quale sono rimasti però migliaia di afghani a rischio (giornalisti, collaboratori Nato, ecc. ecc.) ora è il momento di non dimenticarli. Sui giornali Usa si parla di uragano Ida, finito agosto 20/23 anche in Italia si tornerà a parlare di problemi nazionali. Ora dobbiamo impegnarci per aprire #corridoiumanitari in stile Santegidio. I talebani hanno dato disponibilità. L’Europa deve metterli alla prova. Noi dobbiamo emettere visti.

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Nico Piro

Provo a dare voce a chi non ha voce, non sempre ci riesco ma continuo a provarci. Sono un giornalista, inviato speciale lavoro per... continua a leggere