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Perchè fermarsi?

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Ieri pomeriggio ero sulla spiaggia di Cetara tentando di insegnare a mia figlia Caterina, che aveva appena compiuto undici mesi, come lanciare pietre all’orizzione (ritengo sia uno sport di famiglia) quando nell’ormai maniacale controllo dell’andamento della campagna ho visto che l’ovetto di Ulule si era “riempito”: avevamo raggiunto l’obiettivo di 380 copie, il libro era diventato realta’ con ben nove giorni di anticipo sulla scadenza del crowdfunding. Un risultato al di la’ di tutte le aspettative.

Oggi siamo a meno otto giorni dalla scadenza, come impegniamo questo tempo? E’ stata la domanda che mi e’ balzata in testa, facendo subito piazza pulita della “festa” per il risultato raggiunto. Bene, io penso che abbiamo l’occasione di “usare” questa campagna per dimostrare ai “direttori”, a chi comanda nei giornali e nell’industria editoriale che e’ sbagliato non parlare di temi difficili, poco commerciali, di crisi dimenticate, dei drammi del mondo e dei luoghi lontani perchè “poi il libro non si vende” oppure “la gente cambia canale”.

L’aver raggiunto l’obiettivo della campagna e’ un vostro successo, un successo della community che si e’ aggregata intorno al libro. Ora mi permetto di chiedervi di rilanciare lo sforzo sull’onda dell’entusiasmo, per coinvolgere più amici e persone interessate, per fare della nostra campagna un caso. Per lanciare un segnale e sbugiardare chi superficialmente dice che…”beh questi argomenti non tirano”

PS: il link per aderire alla campagna è sempre lo stesso!

http://it.ulule.com/afghanistan-missione-incompiuta/

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Nico Piro

Provo a dare voce a chi non ha voce, non sempre ci riesco ma continuo a provarci. Sono un giornalista, inviato speciale lavoro per... continua a leggere