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Geronimo goes to Hollywood

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Finì ad esibirsi alle fiere di paese Geronimo, il capo indiano, il cui nome è stato utilizzato per definire il bersaglio Bin Laden durante l’operazione in cui è stato ucciso meno di tre mesi fa. Bin Laden (da morto) finirà ad Hollywood e questo era già chiaro a tutti, ma la trasposizione cinematografica del raid più famoso della storia delle forze speciali sta già causando un gran dibattito nell’America travolta dalla recessione dove questo successo di Obama sembra già dimenticato di fronte agli indici di borsa in picchiata.
Pochi giorni fa Maureen Dowd, opinionista del Ny Times, ha svelato che la Casa Bianca (che ha poi smentito) sta passando informazioni riservate ad un produzione della Sony sull’uccisione di Bin Laden, un’iniziativa che non ha fatto piacere ai Repubblicani i quali hanno già chiesto un indagine al riguardo (ricordiamo che sulla diffusione anche di un dettaglio cruciale per convinvere gli scettici, ovvero le foto del corpo di Bin Laden, si sollevo’ un dibattito di alto livello negli Stati Uniti).
Intorno alla storia del capo di Al Qaeda sono giorni caldi, il New Yorker nel numero dell’8 agosto ha pubblicato uno straordinario racconto “play-by-play” come si dice nel football americano, diciamo passo dopo passo, di quanto accaduto la notte di Abbottabad. E’ il primo resoconto del genere mai pubblicato e merita di essere letto, qualcuno pero’ nella stampa americana se l’è presa sottolineando come l’autore in realtà non ha precisato di aver mai parlato con i Seal protagonisti dell’operazione.
I nemici, a volte, sanno essere un problema anche da morti.
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Nico Piro

Provo a dare voce a chi non ha voce, non sempre ci riesco ma continuo a provarci. Sono un giornalista, inviato speciale lavoro per... continua a leggere