HomeAfghanistanDue giornalisti feriti, IED ormai fuori controllo

Due giornalisti feriti, IED ormai fuori controllo

Autore

Data

Categoria

Emilio Morenatti e Andi Jatmik erano a bordo di un veicolo dei Marines nel sud dell’Afghanistan quando, stamane, è esplosa l’ennesima IED (improvise explosive device) ormai l’arma d’elezione dei talebani per colpire le truppe occidentali, molto più “blindate” di quelle governative, più facilmente colpibili con le imboscate.

I due giornalisti dell’AP sono stati feriti ma, per fortuna, la potranno raccontare: il cameraman di origini indonesiane Andi ha riportato contusioni vari e costole fratturate, il fotografo Emilio invece ha perso un piede. Morenatti, 44 anni, è di origini spagnolo ma responsabile dell’ufficio AP in Pakistan. Nel 2006 era stato rapito da uomini armati a Gaza e poi rilasciato il giorno dopo. Ecco alcune delle sue fotografie scattate proprio tra Afghanistan e Pakistan: CLICCA QUI
Ecco le foto che stava scattando con le truppe americane: CLICCA QUI
In entrambi i casi vale davvero la pena vederle.

Le ferite “di Emilio e Andi dimostrano i rischi che i giornalisti corrono ogni giorno sul fronte nei punti più pericolosi del mondo ha dichiarato il presidente dell’Associated Press, Tom Curley. A parte un pezzo sul Tg2 mi sembra che la stampa italiana non abbia dato attenzione alla notizia. Quando ho visto la notizia sulle agenzie, questa mattina, uno dei miei primi pensieri è stato: ce l’hanno fatta, sono vivi. Ho pensato a che cosa significa viaggiare a bordo di un Humvee sulle strade afghane con il capoconvoglio che nelle cuffie ricorda ai mezzi in colonna che alla prossima curva c’è un lato cieco dove è probabile un’imboscata oppure che siamo in un punto dove ci possono essere IED. Un’esperienza che ho vissuto in prima persona e che solo l’ironia dei professionali ma scanzonati militari americani consente di vivere senza dargli troppo peso.

Ormai le IED sono fuori controllo in Afghanistan (vedi questo slideshow del NYTimes). Le tecniche stanno cambiando sempre più rapidamente, pare che vengano utilizzate cariche sempre più potenti così da evitare il ricorso ai pezzi di metallo (chiodi, bulloni, rottami vari) che rendono più letale l’ordigno ma che sono riconoscibili dai metal detector. Soprattuto è il numero delle IED che si è moltiplicato: 828 esplosioni nel mese scorso, il doppio rispetto al 2008.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Nico Piro

Provo a dare voce a chi non ha voce, non sempre ci riesco ma continuo a provarci. Sono un giornalista, inviato speciale lavoro per... continua a leggere