Disarmiamo le parole

Disarmiamo le Parole - DIzionario della Proganda di Guerra - Copertina
Disarmiamo le Parole – Dizionario della Propaganda di Guerra – Copertina

NICO PIRO
DISARMIAMO LE PAROLE – DIZIONARIO DELLA PROPAGANDA DI GUERRA

La guerra comincia dalle parole. Nico Piro, inviato speciale del tg3, firma un dizionario di autodifesa dalla propaganda e dal giornalismo bellicista.

«Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra»
Papa Francesco

Fazi Editore

Prezzo cartaceo: 19 euro

Pagine: 348

Collana Le Terre

ISBN cartaceo: 979-1259679123

In libreria dal 24/11/2026

Prefazione di padre Antonio Spadaro

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SINOSSI

Le parole non sono mai innocenti. Soprattutto in guerra, quando possono orientare lo sguardo, costruire consenso e neutralizzare il dissenso. Una bomba è «intelligente», un’invasione diventa un’«operazione», i civili uccisi sono «danni collaterali». Prima ancora degli eserciti, si mobilita il vocabolario, sostituendo i nomi delle cose con i loro alibi e rendendo il conflitto accettabile, inevitabile, persino «giusto». La manipolazione passa anche per il silenzio: certe parole vengono evitate proprio perché pronunciarle significa riconoscere fatti e responsabilità.

Disarmiamo le parole è un dizionario di autodifesa dal marketing della guerra e dal giornalismo bellicista. Dall’Afghanistan all’Ucraina, da Gaza al Venezuela e all’Iran, Nico Piro, inviato speciale del tg3, smonta i meccanismi della propaganda attraverso ventidue voci: da «difesa» a «genocidio», da «nemico» a «pace giusta», da «riarmo» a «terrorismo», fino a «vittoria». Attingendo alla sua lunga esperienza sul campo, Piro intreccia l’analisi delle parole con la ricostruzione dei fatti nel loro contesto geopolitico e militare. Documenta così come i significati vengano deformati o capovolti e porta alla luce contraddizioni e omissioni nelle narrazioni di governi, eserciti e media.

Come scrive padre Antonio Spadaro nella prefazione, «questo libro chiede una cosa semplice e immensa al suo lettore: ricominciare a chiamare le cose con il loro nome, sottraendole alla menzogna che le addomestica. È un atto di pace, oggi il più necessario».

Il libro offre argomenti per contestare l’idea che non esistano alternative alla guerra e che chi chiede pace sia un ingenuo o un traditore. In gioco non c’è soltanto la verità dei fatti, ma la libertà di pensiero, di stampa e di dissenso: la nostra stessa condizione di cittadini.

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