Premessa: una risposta attendibile può arrivare solo dalla palla di vetro. Quello che possiamo fare è mettere insieme una serie di fatti e ipotesi magari utili a decodificare gli eventi
– Trump ha bisogno di questo vertice (come dell’inventata emergenza criminalità a Washington) per distrarre la sua base ormai in pezzi sulla vicenda Epstein
– Trump partecipa a questi meeting (che si tratti dei dazi con la Cina o della guerra in Ucraina) partendo dall’idea che lui è il miglior negoziatore del mondo quindi non studia, non conosce dettagli geoeconomici, leggi internazionali e non si fa assistere (come fanno di solito i leader) da funzionari e consiglieri altamente specializzati
– Questa volta è persino peggio, per organizzare summit del genere ci vogliono mesi e mesi, il faccia a faccia di Anchorage è stato annunciato sette giorni prima tant’è che per prepararlo ieri si sono sentiti al telefono Rubio e Lavrov, un contatto di alto livello non usuale nel suo essere a ridosso del summit (contatti improssivi a livelli tanto alti sono solitamente legati ad un’emergenza o ad un incidente)
– Insomma Trump andrà senza rete, Putin invece – come da standard sovietico del ministero degli esteri russo – sarà presumibilmente preparatissimo e, inoltre, sa bene quali leve caratteriali usare con il presidente americano
– Rispetto all’Ucraina Trump è in una situazione di grande forza può tranquillamente scaricare Kiev in nome di una pax stile guerra fredda con la Russia
– In Europa/Ucraina Trump ha raggiunto tutti gli obiettivi sinora possibili nell’ambito della sua idea di dominio americano internazionale (non attraverso la forza) ma i commerci e l’economia…Ha ottenuto da Kiev un accordo vantaggiosissimo pressochè coloniale sulle terre rare e le risorse minerarie, dopo il sabotaggio ucraino dei gasdotti NordStream 1 e 2, dopo l’accordo (suicida per l’Europa) sui dazi con la Von Der Leyen Trump si è assicurato la dipendenza dell’Unione dall’energia americana.
– Se si arriva ad una sorta di pace potrà normalizzare (lo ha già anticipato l’altro ieri) i rapporti commerciali con la Russia ottenendo un altro grande obiettivo cioè “separare” economicamente la Russia dalla Cina visto che i bellicisti europei e la miopia politica di Biden hanno regalato a Pechino un enorme pompa di benzina e un altrettanto grande mercato di beni di consumo per giunta nel momento in cui gli Usa volevano autonomizzarsi (decoupling) proprio dalla Cina.
– Inoltre Trump si è anche liberato del costo della guerra sospendendo l’invio delle armi e soprattutto il patto leand and lease con l’Ucraina (ora siamo arrivati a: cari europei se volete le armi per Kiev compratele da noi e ve le diamo). Piccolo dettaglio i miliardi investiti da Biden per l’Ucraina sono rimasti sempre negli Usa non sono andati a Kiev (gli aiuti economici alla società e alle istituzioni li abbiamo mandati noi) sono stati incassati dai produttori di armi americani
– Trump inoltre ha già dimostrato di pensare solo ai propri interessi, con l’accordo di Doha quando chiuse un’intesa Usa-Talebani escludendo il legittimo governo afghano e di fatto condannandolo. L’esclusione di Zelensky dal summit in Alaska ricorda quel modello ed è un precente pericoloso
– Putin ha già vinto (in questo ha ragione Zelensky) per il semplice fatto che in Alaska tornerà sulla scena mondiale come se nulla fosse accaduto e ribadendo l’idea che a contare sono i grandi Paesi come Russia e Usa e non comprimari come l’Europa di cui non si sa nemmeno chi sia il leader
– Il summit si terrà in Alaska e non è un caso. Putin non va negli Stati Uniti, Putin va in un territorio che è stato russo fino alla seconda metà dell’800 (per giunta il contratto di cessione agli Usa secondo alcune correnti di pensiero in Russia sarebbe anche ormai “scaduto”). Per la sua opinione pubblica non è un dettaglio da poco
– Trump sta provando a tenere basse le aspettative (“vado a vedere le carte”; “ci vorranno due minuti per capire se è possibile un accordo o meno”; “l’incontro sarà un esercizio d’ascolto”…ecc ecc) presumibilmente per placare gli alleati europei in crisi per la mancata partecipazione di Zelensky e perchè sa che la pace ad Anchorage non si farà (Trump lo definisce anche di primo incontro per gettare le basi per un successivo trilaterale)
MA, MA, MA…
– In tutto questo quadro manca un dato fondamentale, quello che sta accadendo sul campo dove ormai il fronte ucraino vacilla. Putin sta completando i suoi obiettivi con l’avanzata su Kramatorsk e Pokrovsk (conquista delle aree russofone da mettere in sicurezza cioè Donetsk e Lugansk, il corridoio di terra per la Crimea è saldo ed è stato anche rafforzato con la ferrovia, il problema dell’acqua alla Crimea potenzialmente risolto) non ha necessità di fermare la guerra perchè in termini economici e sociali la sta gestendo (le conseguenze a lungo termine per la società russa saranno comunque nefaste ma se ne parlerà tra qualche anno). Inoltre la disperata avventura del Kursk dell’estate scorsa, una follia del generale Syrsk e di Zelensky, è fallita quindi l’Ucraina cosa può scambiare con la Russia? Nulla in termini territoriali. Al massimo la Russia può restituire a Kiev le aree “residuali” che controlla a Sumy, Dnipro e Kharkiv ma probabilmente con la richiesta di avere le parti “mancanti” della regione di Zaporixhia e Kherson sulla sponda sinistra del Dnieper.
– L’errore occidentale di dare all’Ucraina gli ATACMS non ha fatto altro che aggravare le cose, l’Ucraina la guerra non l’ha vinta nè ha tenuto il Kursk,ma per i russi sono aumentate le necessità di terreno per creare buffer zone per i centri di maggior concentrazione di popolazione, in primis Donestk. Da qui l’importanza del controllo della sponda sinistra del Dnieper nella sua parte meridionale
UNA RIFLESSIONE FINALE personalmente ritengo che l’esclusione dell’Ucraina sia un fatto gravissimo. Altro paio di maniche è perchè e come si sia arrivati a questo punto: gli errori strategici di Zelensky, la follia bellicista dell’Europa che si è legata mani e piedi alla guerra come elemento di identità trasformando in un conflitto regionale in una minaccia continentale per un’altra guerra immaginaria con la Russia che arriva in Portogallo.
Non mi rivedo quindi nel panico trasversale di chi si straccia le vesti perchè i due cattivoni Putin e Trump si accordano.
Perchè non mi ci rivedo?
1 Perchè bisognerebbe provare a influenzare questo processo che per la prima volta ci porta verso una possibile pace (fine di inutili spargimenti di sangue, fine dell’instabilità economica globale, fine del rischio perenne di un’apocalisse nucleare in Europa) invece che assumere posizioni di principio sterili che ci condannano ad altri anni di guerra negando il fallimento dei primi tre anni e mezzo di guerra
2 Perchè tutte queste critiche sembrano galleggiare nel vuoto, è tutta una questione personale e di personaggi…sembra di sentire “ah se non ci fossero quei due cattivoni di Trump e Putin”
3 Manca la critica al sistema Usa. Trump come tutti i presidenti americani ha un’agenda di dominio mondiale, solo che la persegue con sfacciataggine, su tavoli economico-commerciali, senza la copertura della superiorità morale dell’Occidente e dell’ordine basato sul diritto (balle americane che sono quasi sempre servite a dare una parvenza moralità a guerre immorali). Il capitalismo americano sta implodendo nell’autocrazia e l’Europa si sta facendo trascinare in quel baratro. Possiamo fare una critica politica a tutto questo e non solo dei ruttini indignati contro il cattivo Trump? Sarebbe più utile per capire le dinamiche del capitalismo morente e della sua necessità della guerra per tenersi in piedi
4 Manca la visione del ruolo della Russia e del non-Nord del Mondo. Questa guerra ha cambiato gli schemi di rapporti tra economie e Paesi, accelerando il fenomeno BRICS e la crisi della globalizzazione
MIA MODESTA PREVISIONE
Alla fine ci casco e pur non avendo una palla di vetro, corro il rischio di sbagliare e faccio una previsione…in Alaska al massimo si raggiungerà un cessate il fuoco aereo e navale, un sollievo per le popolazioni di Kiev e di altri grandi centri colpiti incessantemente dalle rappresaglie di Mosca dopo l’attacco ucraino con i droni sulle basi aeree russe, ma che non avrà grandi effetti sul campo di battaglia (dove ormai i droni hanno affiancato in parte quasi sostituito l’artiglieria). Zelensky chiede un cessate il fuoco totale, Putin sa che deve dare qualcosa a Trump da esibire come trofeo della vittoria, un cessate il fuoco parziale potrebbe essere il compromesso.
Intanto si continuerà a combattere fino a novembre, all’arrivo della stagione del fango si potrà tracciare una linea e negoziare su territorio e posizioni sul campo. Se così dovesse essere i russi presumibilmente accelereranno l’offensiva nei prossimi due mesi e mezzo finchè il terreno resterà duro e compatto consentendo quindi manovre. Nel frattempo si continuerà a discutere, le trattative andranno avanti (molti gli esempi di negoziati condotti sotto le bombe) anche perchè ci vorrà molta creatività per trovare una soluzione alla sacrosanta richiesta ucraina di garanzie di sicurezza che Mosca limita con la demilitarizzazione e la rinuncia permanente all’ingresso nella Nato. Probabilmente il costo di tutto questo (garanzie di sicurezza e ricostruzione) ricadrà sull’Europa con effetti pesanti anche sul mercato del lavoro e di ulteriore delocalizzazione di imprese.
Altro aspetto da considerare è la reazione all’interno dell’ucraina, ormai gli assetti cruciali (i combattenti migliori, meglio equipaggiati e più abili nel reclutamento) delle forze armate ucraine sono nelle mani di formazioni neonaziste in primis Azov che sono entità non solo militari ma politiche e mai accetteranno accordi al ribasso con la Russia (il rischio lo dico da anni è la frammentazione del Paese) inoltre Zelensky si è fatto troppi nemici con le sue continue purghe. Un accordo capestro per l’Ucraina come potrà essere “retto” dal Paese?
Si tornerà a votare come chiede Trump? Cesserà la prorogatio del presidente ucraino? Vincerà l’ex generale Zalhuzny?
Se l’offerta di Putin (quella dell’ultima Istanbul) non verrà accolta si andrà avanti ad oltranza? Fino a puntare su Odessa? Al momento pare improbabile ma se le cose si mettessero male…questo è lo scenario peggiore e va tenuto in considerazione.
La guerra non risolve problemi, li complica e più passa il tempo più il puzzle è difficile da rimettere insieme.
Vedremo
Grazie
Analisi lucida e scenario molto verosimile … purtroppo a pagare il prezzo più alto sarà l’Ukraina e in seconda battuta quell’espressione geografica che si chiama ue… gestita da un manipolo di dilettanti senza peso politico e quel che è più grave peso economico.