{"id":2840,"date":"2016-02-03T20:16:01","date_gmt":"2016-02-03T18:16:01","guid":{"rendered":"https:\/\/nicopiro.wordpress.com\/?p=2840"},"modified":"2016-02-03T20:16:01","modified_gmt":"2016-02-03T18:16:01","slug":"questioni-di-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nicopiro.it\/2016\/02\/03\/questioni-di-sicurezza\/","title":{"rendered":"Questioni di sicurezza"},"content":{"rendered":"
[vimeo 154070769 w=500 h=281]<\/p>\n
Questioni di sicurezza<\/a> from Nico Piro<\/a> on Vimeo<\/a><\/p>\n <\/p>\n Quanti significati pu\u00f2 assumere la parola sicurezza? La prefettura francese sta creando una “buffer zone”, profonda cento metri, intorno alla “giungla” di Calais, l’ormai storico campo nei pressi del porto da dove ci si imbarca per la Gran Bretagna, sogno dei migliaia di rifugiati (forse 5000) in nome del quale si sottopongono a condizioni di vita tremende. L’ordine della prefettura serve a garantire l’incolumit\u00e0 dei profughi che tentano di saltare sui camion in transito verso i traghetti, pi\u00f9 onestamente creare una terra di nessuno, deserta e facilmente controllabile dalla polizia,\u00a0\u00e8 un ulteriore barriera (questa s\u00ec “di sicurezza”) oltre alla triplice recinzione con filo spinato che ormai circonda ogni punto d’accesso al\u00a0Regno Unito\u00a0(l’Eurotunnel, la stazione del Tgv, lo scalo ferroviario merci, i moli dei traghetti). [vimeo 154070769 w=500 h=281] Questioni di sicurezza from Nico Piro on Vimeo Quanti significati pu\u00f2 assumere la parola sicurezza? La prefettura francese sta creando una “buffer zone”, profonda cento metri, intorno alla “giungla” di Calais, l’ormai storico campo nei pressi del porto da dove ci si imbarca per la Gran Bretagna, sogno dei migliaia […]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2807,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[21],"tags":[344,353,360,502,629,752,756,822,1001,1187,1257,1288,1502,1590,1616,1860,1952],"yoast_head":"\n
\nChi si vede distrutta la propria baracca nel corso della bonifica, ha la possibilit\u00e0 di recarsi nel nuovo campo creato dalla Prefecture all’interno della “giungla”, con dozzine di container dormitorio nuovi di zecca.\u00a0Una struttura che offre condizioni di vita infinitamente superiori a quelle di baracche e tende ma\u00a0che resta semi-vuota per via delle procedure di identificazione all’ingresso, dell’assenza di cucine, della recinzione tipo lager, dell’aggressivit\u00e0 della sicurezza privata (di cui poi parleremo in un altro post).
\nE’ cos\u00ec che chi si ritrova cacciato dalla propria baracca, tenta di ricostruirne un’altra all’interno del campo spesso finendo con il rompere gli equilibri “di zona” tra le etnie, si creano cos\u00ec\u00a0nuove tensioni che mettono a rischio la sicurezza all’interno del campo.
\nE la militarizzata Calais ricade in un’altra spirale di contraddizioni…<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"