{"id":2327,"date":"2015-12-08T22:07:39","date_gmt":"2015-12-08T20:07:39","guid":{"rendered":"https:\/\/nicopiro.wordpress.com\/?p=2327"},"modified":"2015-12-08T22:07:39","modified_gmt":"2015-12-08T20:07:39","slug":"la-lezione-afghana-in-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nicopiro.it\/2015\/12\/08\/la-lezione-afghana-in-siria\/","title":{"rendered":"La lezione afghana in Siria"},"content":{"rendered":"
Sar\u00e0 che la voglia di dimenticare i nostri errori \u00e8 un viatico perfetto per ripeterli, sar\u00e0 che l\u2019esercizio della meraviglia, assieme a quello della paura, da propinare all\u2019opinione pubblica sono il filo conduttore dell\u2019ultima decade. Sta di fatto che nelle varie letture della crisi siriana, non ho mai praticamente visto richiamare il modello afghano che \u00e8 invece perfetto per \u201cinterpretare\u201d la crisi in atto nel Paese.
\nProviamo a farlo per punti chiave:<\/p>\n
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La guerra per procura<\/b>
\nIn Siria si stanno dando battaglia diverse potente o \u201ckey players\u201d internazionali, quasi mai direttamente, quasi sempre per procura. E\u2019 esattamente quanto avvenuto dopo l\u2019invasione sovietica dell\u2019Afghanistan, quando le varie fazioni dei mujaheddin colpirono l\u2019 \u201corso\u201d sovietico per conto dell\u2019America e di vari Paesi mussulmani. Un quadro che si \u00e8 complicato dopo il ritiro sovietico con lo scontro tra i \u201csignori della guerra\u201d e l\u2019intervento iraniano a favore della minoranza sciita.
\nAl momento in Siria, abbiamo due blocchi in campo: gli Stati Uniti (per inciso fornitori dell\u2019F16 turco che ha abbattuto il bombardiere russo lungo il confine del razzo anticarro, che ha abbattuto l\u2019elicottero russo durante la missione di recupero del pilota sopravvissuto), la Turchia e i Paesi del Golfo, tutti interessati alla caduta di Assad sia per motivi religiosi (neutralizzare un avamposto sciita sul Mediterraneo a favore di una presenza sunnita) sia per motivi territoriali (ad Ankara non dispiacerebbe riprendersi un pezzo di quello che fu l\u2019impero ottomano). Un blocco – questo – a sua volta diviso sul tema dell\u2019ISIS, sin\u2019ora sia la Turchia che i Paesi del Golfo non hanno avuto problemi a sostenere il \u201ccaliffato\u201d mentre \u00e8 radicalmente fallito il tentativo multimilionario degli americani di creare una guerriglia anti-Assad ma anti-ISIS
\nL\u2019altro blocco \u00e8 composto dalla Russia e dall\u2019Iran che sostengono Assad per motivi diversi (Mosca per non perdere la sua base navale e ora la sua base aerea sul Mediterraneo; l\u2019Iran per non perdere un governo sciita a far da contrappeso alle vicine potenze sunnite). Vanno poi aggiunte le truppe degli Hezbollah, i miliziani sciiti che vengono dal confinante libano e legati all\u2019Iran, e la Cina, non impegnata militarmente (per ora, ma l\u2019uccisione dell\u2019ostaggio cinese potrebbe accelerare decisioni di segno opposto) ma schierata al Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu a favore di Damasco.
\nCome in Afghanistan, il conflitto siriano da guerra regionale si \u00e8 trasformato in uno scontro globale. Tra le altre cose questo significa che un incidente \u201ccircoscritto\u201d come l\u2019abbattimento del jet russo pu\u00f2 avere ripercussioni a livello molto pi\u00f9 vasto, non casuale \u00e8 – per esempio – il taglio del gas all\u2019Ucraina subito dopo l\u2019episodio sul confine turco-siriano.<\/p>\n
Il burattinaio turco
\n<\/b>La rampante Turchia, ormai potenza regionale dopo anni di crescita economica oltre che strategico avamposto della Nato verso il Medio Oriente, all\u2019apice della deriva religiosa e nazionalista di Erdogan, ci ha messo poco a sbarazzarsi dell\u2019alleanza con Assad. Il suo ruolo nel conflitto siriano \u00e8 via via cresciuto mentre attraverso il suo confine transitavano jihadisti, rifornimenti e armi per i ribelli, fino a diventare una sorta di \u201cburattinaio” delle forze anti-Assad. Esattamente come aveva fatto il Pakistan, prima, con i gruppi dell\u2019opposizione afghana in esilio a Peshawar e poi con i talebani (ruolo che continua a tutt\u2019oggi). Oggi la Turchia – come il Pakistan – comincia a pagare il conto per aver maneggiato tanto a lungo il vaso di Pandora siriano, l\u2019attentato kamikaze del 10 ottobre ad Ankara contro la manifestazione pacifista ne \u00e8 la tragica prova.<\/p>\n
Il mosaico etnico-religioso<\/b>
\nRipulite le minoranze religiose (yazida e cattolica) dall\u2019avanzata dell\u2019ISIS, lo scontro resta concentrato tra sunniti e sciiti ma al mosaico siriano vanno aggiunte le tessere etniche.
\nIl Paese che non c\u2019\u00e8 (i curdi sono divisi tra Turchia, Iran, Iraq e Siria) dopo aver preso corpo nel nord dell\u2019Iraq, sta prendendo forma anche nel nord della Siria. Le truppe curde sono le uniche truppe di terra a disposizione contro l\u2019ISIS (parliamo sia dei peshmerga in Iraq che dei corpi di autodifesa nell\u2019area di Kobane) ma i bombardamenti turchi le hanno duramente e deliberatamente colpite perch\u00e9 Ankara – dopo anni di terrorismo interno – sta usando la questione curda come elemento di propaganda interna e, soprattutto, non vuole cedere alla sua minoranza curda quella stessa autonomia conquistata sul campo oltre confine.
\nAltro elemento di complicazione \u00e8 la presenza lungo le aree di confine, della minoranza turcomanna, salita agli \u201conori\u201d della cronaca per aver ucciso il pilota russo paracadutatosi dopo l\u2019abbattimento del suo jet da parte dell\u2019aviazione turca per una presunta violazione dello spazio aereo.<\/p>\n
I profughi
\n<\/b>La guerra civile siriana, esattamente come quella afghana, ha vomitato milioni di disperati in fuga dall\u2019orrore nei Paesi confinanti. Un carico fortissimo per il Libano, pesante per la Turchia che ha poi contribuito a generare la fine dell\u2019Europa. Un carico che destabilizza i Paesi ospitanti (il Pakistan all\u2019epoca, in maggior misura il Libano oggi dove \u00e8 a rischio il precario equilibrio etnico-religioso) oltre a distruggere intere generazioni di persone. Basta pensare che il movimento talebano nacque nelle madrasse pakistante (scuole religiose) perch\u00e8 li si concentravano migliaia e migliaia di giovani, per la mancanza di un\u2019effettivo sistema scolastico per i giovani all\u2019interno dei campi profughi oltre confine.<\/p>\n
L\u2019intervento russo
\n<\/b>Dopo essersi limitata per tre anni a fornire armi (e probabilmente consiglieri militari) oltre che copertura diplomatico all\u2019alleato di Damasco, Mosca nei mesi scorsi \u00e8 scesa in campo direttamente in Siria con una notevole campagna militare proprio come aveva fatto per puntellare il potere del traballante partito comunista afghano, dopo la rivolta di Herat. All\u2019epoca, un modo per lanciare un segnale a tutto il blocco comunista, oggi il tentativo di rilanciarsi sulla scena internazionale e riguadagnare popolarit\u00e0 grazie a quella che viene presentata non come un intervento filo-Assad ma una campagna anti-ISIS.<\/p>\n
L\u2019impotenza occidentale
\n<\/b>Esattamente come dopo il ritiro sovietico dall\u2019Afghanistan, l\u2019occidente si \u00e8 totalmente disinteressato del mattatoio siriano dopo aver pagato caro – da tanti punti di vista – gli interventi dopo l\u201911 settembre a Baghdad e Kabul.<\/p>\n
I neo-talebani
\n<\/b>Esattamente come l\u2019emirato afghano, il \u201ccaliffato\u201d \u00e8 una zona franca per le organizzazioni criminali e terroriste. Con una differenza di fondo: l\u2019emirato ospitava Al Qaeda e Bin Laden non era retto da Al Qaeda. In Siria, l\u2019ISIS \u00e8 anche il padrone di casa, non solo il soggetto che sfrutta la zona franca per preparare i propri attentati all\u2019estero.<\/p>\n
Le conseguenze economiche
\n<\/b>Il ritiro sovietico dopo la dispendiosa campagna afghana coincise con il crollo dell\u2019economia pianificata di Mosca. Quali saranno gli effetti globali del conflitto siriano \u00e8 ancora presto per dirlo ma di sicuro ci saranno. L\u2019allarme terrorismo \u00e8 destinato a scombussolare i conti dei Paesi europei che in questi anni sono rientrati nei parametri di deficit, tagliando anche e spesso sia sulla sicurezza che sulle spese militari. Una nuova crisi economica \u00e8 alle porte?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
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