{"id":1674,"date":"2012-03-18T17:24:08","date_gmt":"2012-03-18T15:24:08","guid":{"rendered":"http:\/\/nicopiro.wordpress.com\/?p=1674"},"modified":"2012-03-18T17:24:08","modified_gmt":"2012-03-18T15:24:08","slug":"il-processo-e-le-vittime-anonime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nicopiro.it\/2012\/03\/18\/il-processo-e-le-vittime-anonime\/","title":{"rendered":"Il processo e le vittime anonime"},"content":{"rendered":"
I media, <\/strong>come solo\u00a0in America\u00a0riescono a\u00a0fare, stanno scavando nella vita del soldato Bales, il massacratore di Kandahar. Dopo un silenzio (senza precedenti)\u00a0di sei giorni sulle generalit\u00e0 del sergente,\u00a0ora che si trova in un carcere americano, inzia\u00a0ad emergere\u00a0il ritratto di un soldato modello, arruolatosi dopo l’11 settembre, finito in un bel po’ di situazioni calde sul campo di battaglia iracheno, sopravvissuto ad almeno un ordigno ied, con molti debiti sulla casa (tanto da doverla vendere) e un paio di episodi spiacevoli nella sua vita da civile.\u00a0 La cosa che per\u00f2 mi colpisce \u00e8 come la stampa americana<\/strong> non stia dando seguito ai dubbi che gli afghani sollevano sulla dinamica dell’episodio. La tesi del soldato fuori controllo, con problemi familiari, debiti, stress da utilizzo troppo\u00a0prolungato in zona di guerra\u00a0e troppo alcool in corpo, sembra stia soddisfacendo\u00a0tutti negli Stati Uniti. Attendibili o meno che siano le fonti afghane<\/strong>, in questa storia resta da capire come sia possibile che in uno dei distretti a pi\u00f9 alto rischio della provincia di\u00a0Kandahar un soldato possa camminare due chilometri senza essere fatto a pezzi dal “nemico” e, soprattutto, come abbia potuto lasciare\u00a0indisturbato e da solo\u00a0– contro ogni procedura – una base seppur piccola ma sorvegliata di notte come di giorno. Per giunta una base dove, secondo le prime ricostruzioni, c’erano anche “berretti verdi” ovvero uomini delle forze speciali.<\/p>\n Comunque sia la scelta americana di “estrarre”<\/strong> dal teatro afghano il presunto colpevole (pur essendo in linea con la tradizione\u00a0americana di gestione di casi del genere e con l’accordo firmato con l’Afghanistan nel 2003) e di riportarlo in patria dove verr\u00e0 sottoposto ad un processo dal dubbio esito, non fa altro che esasperare i rapporti tra Stati Uniti e Afghanistan.<\/p>\n Se dopo l’incenerimento delle copie del corano<\/strong> gli afghani sono scesi in piazza a migliaia, dopo la strage di Kandahar le proteste sono state ben pi\u00f9 limitate ma questo non deve far pensare che i\u00a0danni\u00a0siano meno gravi in termini di relazioni tra i due Paesi. I media, come solo\u00a0in America\u00a0riescono a\u00a0fare, stanno scavando nella vita del soldato Bales, il massacratore di Kandahar. Dopo un silenzio (senza precedenti)\u00a0di sei giorni sulle generalit\u00e0 del sergente,\u00a0ora che si trova in un carcere americano, inzia\u00a0ad emergere\u00a0il ritratto di un soldato modello, arruolatosi dopo l’11 settembre, finito in un bel po’ di situazioni calde sul […]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[21],"tags":[],"yoast_head":"\n
Non \u00e8 solo curiosit\u00e0 morbosa ma una parte della cultura americana; \u00e8\u00a0la voglia di capire per correggere l’errore, la pretesa che anche le forze armate siano una “learning organization”. La Stryker Brigade era la stessa coinvolta nello scandalo della “squadretta della morte” che uccise tre civili afghani per il gusto di farlo e ora ci si chiede se, in quell’unit\u00e0,\u00a0siano stati sottovalutati i casi di stress da combattimento e, quindi, quante altre mine vaganti con la divisia siano attualmente\u00a0in giro. Si cerca di capire, inoltre, se Bales aveva o meno subito danni cerebrali quando il suo mezzo si era ribaltato dopo un esplosione in Iraq.<\/p>\n
Gli afghani, invece, sin dal primo momento parlano di pi\u00f9 soldati in azione e ora la commissione d’inchiesta governativa riferisce di un dettaglio non compatibile con l’opera di un solo soldato ovvero lo stupro di due tra le donne uccise. Due tra le vittime di cui – per inciso – non conosciamo n\u00e8 i nomi n\u00e8 quanto dovessero ancora per saldare il tradizionale prestito (ad usura)\u00a0che i contadini di Kandahar ricevono alla semina per ripagarlo poi al raccolto.<\/p>\n
A livello di rapporti tra governi siamo ormai arrivati alla frutta (per approfondire vedi, per esempio,\u00a0questo articolo del New York Times).
<\/a>L’ondivago Karzai da anni protesta contro i bombardamenti che fanno vittime civili (e qualcosa \u00e8 sicuramente cambiato intanto) ma anche contro i raid notturni che offendono nel profondo la dignit\u00e0 e la cultura afghana (e qui ha sempre ricevuto, invece, un no totale). Questa volta la richiesta afghana era quello di un processo in Afghanistan per Bales, una richiesta\u00a0era logica ed accettabile anche se, di sicuro, avrebbe creato in patria grossi problemi ad Obama con l’opinione pubblica.
Non averla in alcun modo assecondata oltre a moltiplicare i dubbi sulla strage, ha ormai contribuito al paradosso di un Paese (gli Stati Uniti)\u00a0che ha speso miliardi di dollari e migliaia di vite per sostenere un altro governo con il quale sono pi\u00f9 i motivi di scontro che di incontro.\u00a0Tutto ci\u00f2,\u00a0nonostante, la stessa sicurezza e la sopravvivenza dell’uomo forse pi\u00f9 a rischio di attentato al mondo, Hamid Karzai, dipendano proprio da quell’alleato con il quale il presidente non riesce quasi pi\u00f9 a parlare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"