{"id":1522,"date":"2011-11-08T22:47:28","date_gmt":"2011-11-08T20:47:28","guid":{"rendered":"http:\/\/nicopiro.wordpress.com\/2011\/11\/08\/effetti-collaterali\/"},"modified":"2011-11-08T22:47:28","modified_gmt":"2011-11-08T20:47:28","slug":"effetti-collaterali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nicopiro.it\/2011\/11\/08\/effetti-collaterali\/","title":{"rendered":"Effetti Collaterali"},"content":{"rendered":"
Il sei novembre \u00e8 stata celebrata<\/strong> \u2013 nel silenzio generale \u2013 la giornata dedicata ad una particolare vittima di guerra: l\u2019ambiente. Non parliamo di armi chimiche e nucleari<\/strong> (sulle quali pure si \u00e8 sbilanciato il governo libico di transizione, senza offrire per\u00f2 conferme e dati di fatto) ma parliamo dell\u2019oro rosso del Mediterraneo che non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019ormai raro corallo ma bens\u00ec il tonno che si candida, suo malgrado, a diventare parimenti raro.<\/p>\n
\nUna vittima silenziosa e di cui si parla pochissimo. Qualche giorno dopo quello in cui il calendario registrava \u201cthe International Day for Preventing the Exploitation of the Environment in War and Armed Conflict\u201d (forse celebrato poco anche per via di un nome tanto lungo\u2026), \u00e8 arrivata una notizia dalla Libia che conferma quanto alta possa essere la posta in gioco per l\u2019ambiente in caso di un conflitto.<\/p>\n