{"id":1501,"date":"2011-09-28T00:33:18","date_gmt":"2011-09-27T22:33:18","guid":{"rendered":"http:\/\/nicopiro.wordpress.com\/?p=1501"},"modified":"2011-09-28T00:33:18","modified_gmt":"2011-09-27T22:33:18","slug":"af-pak","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nicopiro.it\/2011\/09\/28\/af-pak\/","title":{"rendered":"Af-Pak"},"content":{"rendered":"
L’America sembra svegliatasi da un lungo sonno, in questi giorni.<\/strong> Finalmente scopre che i problemi del conflitto afghano risiedono dall’altra parte del confine in Pakistan o meglio finalmente lo ammette in pubblico. E’ un brutto segnale perch\u00e8 ricorda i tentativi sovietici di colpire oltre frontiera durante l’agonia di quell’altro conflitto afghano. E’ un brutto segnale perch\u00e8 Stati Uniti e Pakistan sono ufficialmente alleati, proprio dai tempi di quella devastante guerra che poi si rivel\u00f2 essere la madre dell’estremismo islamico militante e militare. E’ un brutto segnale perch\u00e8 gli Stati Uniti, chiaramente, non sanno cosa fare, non hanno una strategia per fermare le manovre pakistane.<\/p>\n Per svegliare gli Stati Uniti<\/strong> ci sono voluti gli attacchi all’ambasciata americana di Kabul, che l’ammiraglio Mullen ha ufficialmente attribuito al clan Haqqani con l’appoggio dei servizi segreti pakistani, e l’assassinio di Rabbani, che ormai il governo afghano ufficialmente imputa ad Islamabad. Af-Pak \u00e8 una sigla andata molto di moda<\/strong> negli ultimi anni, una di quelle che in lingua inglese suonano cos\u00ec bene. Eppure l’epoca dell’approccio combinato Af(ghanistan)-Pak(istan) \u00e8 ormai finita, non si pu\u00f2 essere amici di entrambi i Paesi salvo girarsi dall’altra parte quando uno dei due la fa grossa. Ammesso il problema, adesso il vero dilemma \u00e8 cosa fare.<\/strong> I vertici militari (un potere pesante, molto pesante, in Pakistan) hanno gi\u00e0 fatto quadrato in nome dell’orgoglio nazionale. Il governo (civile e post-golpista) \u00e8 troppo debole per contrastarli e rischia, a giorni alterni, di trovarsi su un aereo con destinazione l’esilio estero. Senza considerare che il Pakistan possiede la bomba atomica i cui segreti ha fatto gi\u00e0 circolare, per esempio, in direzione nord-coreana. Il Pakistan di oggi \u00e8 un “mostro” (non il Paese ovviamente ma i suoi assetti di potere) creato ai tempi della jihad anti-sovietica. E’ forse troppo tardi per ribaltare la situazione o almeno farlo tanto rapidamente quanto l’emergenza afghana ormai richiede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" L’America sembra svegliatasi da un lungo sonno, in questi giorni. Finalmente scopre che i problemi del conflitto afghano risiedono dall’altra parte del confine in Pakistan o meglio finalmente lo ammette in pubblico. E’ un brutto segnale perch\u00e8 ricorda i tentativi sovietici di colpire oltre frontiera durante l’agonia di quell’altro conflitto afghano. E’ un brutto segnale […]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[21],"tags":[110,148,849,1288,1349,1358,1529,1547,1712,1860],"yoast_head":"\n
\nL’America lo sa da sempre: del resto che l’Isi, i servizi segreti pakistani siano stato il socio fondatore dei talebani \u00e8 scritto nei libri di storia esattamente come l’interesse pakistano ad avere un vicino afghano debole e strumentalizzabile, ora per\u00f2 l’Afghanistan balla talmente sul baratro che anche gli Stati Uniti hanno dovuto ammettere il problema chiudendo (almento apparentemente) l’epoca dei due piedi in una scarpa.<\/p>\n
\nE, come ci ricorda oggi il New York Times, \u00e8 esattamente quello che gli Stati Uniti hanno fatto, per esempio, nel 2007 quando fecero finta di non sapere che dietro l’at<\/a>tacco oltre confine costato anche la vita ad un ufficiale americano c’erano appunto i pakistani. La stampa americana \u00e8 un’indicatore significativo per capire quale sia il termometro diplomatico a Washington: quando le cose peggiorano, in questo caso con il Pakistan, \u00e8 come se si aprisse un armadio e vengono fuori storie fino a quel punto tenute riservate, come appunto questa che conferma (se mai ce ne fosse stato bisogno) la doppiezza pakistana.<\/p>\n