{"id":12192,"date":"2022-04-02T14:27:10","date_gmt":"2022-04-02T12:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/nicopiro.it\/?p=12192"},"modified":"2022-04-02T15:00:04","modified_gmt":"2022-04-02T13:00:04","slug":"la-pace-non-e-uno-scarto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nicopiro.it\/2022\/04\/02\/la-pace-non-e-uno-scarto\/","title":{"rendered":"La Pace non \u00e8 uno scarto"},"content":{"rendered":"
“Vinta la guerra, sconfitto militarmente il nemico, magari fatto cadere anche il suo governo, a quel punto \u00e8 possibile fare la pace”.
\nVolendo sintetizzare \u00e8 questa l’idea dominante tra gli opinionisti con l’elmetto, i paracadutisti da divano e gli operatori di forze speciali da scrivania che da settimane chiedono pi\u00f9 guerra per fermare la guerra e bollano (direttamente o indirettamente) i pacifisti come nemici della patria, amici del nemico, prezzolati del dittatore. Nel caso delle analisi pi\u00f9 raffinate (ambigue) tentano di sollevare le presunte contraddizioni della sinistra pacifista, glorificando la resistenza di quei partigiani che fino al giorno prima criticavano per aver portato sanguinose rese dei conti in quella che chiamavano “guerra civile”. Una roba talmente estrema che forse persino lo scomparso Pansa, padre del revisionismo anti-partigiani, oggi se ne sarebbe meravigliato.
\nLa guerra fa sempre danni a lungo termine e non sono solo danni materiali – lo scrivevo nel mio “Kabul, Crocevia del Mondo”, la cui copertina visualizza proprio questo concetto nascosto. Il conflitto in Ucraina non si sottrae a questa regola.
\nNella categoria dei danni culturali, quest’ultimo tragico conflitto credo ne abbia fatto alcuni gravissimi: la cancellazione dal pubblico sentire della diplomazia come strumento di risoluzione delle controversie e la rimozione concettuale della pace come pratica per evitare e fermare le guerre. La pace o \u00e8 stata ridotta all’equivalente di un armistizio o di un trattato di resa.<\/p>\n
La cultura dello scarto (come la chiama il Papa) ha finito con il trasformare la pace in un sottoprodotto della guerra; non pi\u00f9 valore autonomo, self-standing, con una propria dignit\u00e0. Ormai nella discussione pubblica il valore della pace discende dalla guerra perch\u00e9 ne diventa il corollario.<\/p>\n